Muntoni Sergio

... Ecco perché l’operazione complessiva di Sergio Muntoni, questo realismo dell’assoluto naturale, ha i crismi di un "ritorno al futuro", che mai come oggi, espunto dalle retoriche del belvedere, ma anche dagli sperimentalismi delle quotidiane macchine celibi (cioè che non coinvolgono nessuno), è il nostro passato. Ma è anche il nostro futuro. Dai graffiti di Altamira alla Padania di Fontanesi, l’uomo ha dipinto – per vocazione innata – il proprio circostante. Sergio Muntoni con le sue descrizioni acriliche, si trova ad avere, non certo per divinazione, il ruolo del portatore sano di un passato pittorico assurto a omeopatia del presente, anzi vaccino contro l’ideologia della natura-pittura inquinata, ridotta a clone pigmentale ripetitivo e anonimo...Un’arte – se mi passate il termine – senza odori e senza sapori, come certi cibi da break-fast, Ecco, con Muntoni, ritorniamo ai buoni propositi espressivi e compositivi. Il pittore sardo non ha certo intenzione, né – buon Dio – interesse, a sfidare le grandi ipocrisie del cartolinismo pittorico dei Cascella, (per non fare i nomi facciamo i cognomi) o del produzionismo " naturale" degli Azzinari. Di recente Muntoni ha realizzato tre tavole litografiche, " Lo sguardo del contadino", " Ferrovia locale" e " Tagliatore di canne", talmente limitate nel numero e così personalizzate dagli interventi a mano, da essere considerate ormai opere uniche " pur esse medesime", come avrebbe detto il buon Giorgio Vasari. Colori incisi per ammonimento sul nostro passato, che ci appartiene sempre più, e sul nostro futuro che sempre meno è nostro, ma che dobbiamo consegnarlo integro, per staffetta biologica, ai nostri figli. Su queste tavole su carta i colori di Muntoni restano lontani dai canoni obbligatori del " bello-per-forza", non slargano le maglie dei meridiani e dei paralleli di un mondo ormai consunto da ogni tipo d’inquinamento. Ma vivono indubbiamente di luce propria. Con queste opere su carta di Muntoni torniamo al trionfo dei colori della terra. E della sua terra: la Sardegna, madre di tutti i colori.

Donat Conenna